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Sinossi degli oremus

di Alberto Melloni

Nella giornata del 4 febbraio 2008 è stata pubblicata una nuova formula da usare nella preghiera del venerdì santo al posto di quella del messale di san Pio V e corretto da Giovanni XXIII per via di fatto dal triduo del 1959: il messale di san Pio V che dava voce ad una teologia dei rapporti fra ebraismo e cristianesimo espressiva della esperienza e mentalità del XVI secolo usava le espressione “perfidi” e la necessità della conversione per gli ebrei. Nel messale di Paolo VI (nella typica latina, così come nella ineccepibile traduzione del messale dell Cei) si usava invece e si sviluppava il ripensamento conciliare. In questa nuova versione della preghiera antica sono rimaste cassate le cose cassate da Giovanni XXIII, sono state conservate le espressioni sul necessario riconoscimento “agnitio” di Israele verso il Cristo, e si è introdotta una formula sull’ingresso di Israele nella chiesa insieme alle genti. Uno sguardo alle tre preghiere può forse servire a capire le differenti teologie che presiedono alle tre preghiere e a cogliere il problema che ora si pone del rapporto fra questa riforma del messale di san Pio V e quella voluta da Paolo VI.

Icon Sinossi degli Oremus (PDF) (34.6 KB)
 
 

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