HOME > DOCUMENTI > LA PREGHIERA INIZIALE E FINALE DELLE NOSTRE ASSEMBLEE

La preghiera iniziale e finale delle nostre assemblee

Orazione iniziale

Adsumus, Domine Sancte Spiritus,
peccati quidem immanitate detenti,
sed in nomine tuo specialiter aggregati:
veni ad nos, adesto nobis;
dignare illabi cordibus nostris:
doce nos, quid agamus;
quo gradiamur ostende;
quid efficiamus, operare.
Esto solus et suggestor,
et effector judiciorum nostrorum,
qui solus cum Deo Patre, et ejus Filio
nomen possides gloriosum:
non nos patiaris perturbatores esse justitiae,
qui summe diligis aequitatem;
ut sinistrum nos non ignorantiae trahat;
non favor inflectat;
non acceptio muneris,
vel personae corrumpat:
sed junge nos tibi efficaciter
solius tuae gratiae dono,
ut simus in te unum,
et in nullo deviemus a vero;
quatenus in nomine tuo collecti,
sic in cunctis teneamus
cum moderamine pietatis justititiam,
ut hic a te in nullo
dissentiat sententia nostra,
et in futuro pro bene gestis
consequamur praemia sempiterna. Amen

Siamo qui, Signore Spirito Santo,
trattenuti dall'enormità del nostro peccato,
ma riuniti in maniera speciale nel tuo nome:
vieni, renditi tu presente a noi;
degnati di penetrare nei nostri cuori;
insegnaci cosa fare;
mostra dove incamminarci;
opera tu ciò che dobbiamo fare.
Sii tu solo l'ispiratore
e l'autore dei nostri giudizi,
tu che solo, con il Padre e il Figlio suo,
possiedi il nome glorioso:
tu che ami tanto l'equità,
non lasciare che turbiamo la giustizia;
il peccato non ci porti all'ignoranza;
l'umana simpatia non ci pieghi;
non ci corrompa
la preferenza per l'ufficio o le persone;
ma legaci a te efficacemente
con il dono della sola grazia tua,
perché siamo una sola cosa in te,
e in nulla ci discostiamo dalla verità;
e così raccolti nel tuo nome,
in tutto possiamo custodire
la giustizia moderata con la pietà,
perché adesso, in nessuna nostra decisione,
noi sentiamo diversamente da te,
e nel futuro possiamo conseguire
il premio eterno per il bene operato. Amen.

Per la prima volta, questa preghiera che apre tradizionalmente le assemblee sinodali della chiesa latina (da ultimo è stata usata anche nella liturgia del Vaticano II), appare in Spagna nell'ordo visigotico della fine del VII secolo. Da parecchi studiosi, ma senza prove decisive, come autore viene indicato Isidoro di Siviglia. In ogni caso l'orazione corrisponde alla spiritualità di quel tempo. Lo stile è mozarabico. Mentre le preghiere romane sono brevi, stringenti e con contenuto fortemente teologico, la liturgia mozarabica abbonda nelle richieste, nell'espressione dei sentimenti e nel riferimento chiaro alla situazione dell'orante. Ci si rivolge direttamente allo Spirito Santo, fatto questo abbastanza raro nelle altre liturgie, se si eccettua quella armena, mentre è abbastanza comune nella liturgia mozarabica soprattutto nel periodo di Pentecoste.
La preghiera introduce alla duplice dimensione dell'evento sinodale: si tratta di un evento penitenziale, in cui la chiesa si riconosce peccatrice e bisognosa di perdono e di conversione; ma si tratta di un evento che è dominato dal dono dello Spirito che rende possibile la conversione e illumina i cuori. La dimensione penitenziale viene quindi giustapposta a quella pneumatologica: peccati quidem immanitate detenti (trattenuti) - nomine tuo specialiter aggregati. La sinodalità appare così non come celebrazione di fasto ecclesiastico, espressione di potere sia pure gerarchico, ma adorazione da parte di uomini peccatori del mistero della comunione ("aggregati"), che è resa possibile solo grazie allo Spirito.
La dimensione pneumatologica viene descritta nel suo dinamismo progressivo: adesto - dignare illabi - doce nos - ostende - operare: renditi presente, degnati di penetrare, insegnaci, mostra, opera. E' la presenza dello Spirito (adesto), pura grazia effusa nei nostri cuori (dignare), che deve illuminare la nostra mente (doce nos, ostende) per le decisioni giuste, rendendo possibile la nostra stessa prassi (operare).
L'evento sinodale viene poi richiamato alla sua purezza: esto solus suggestor et effector judiciorum nostrorum. In negativo si descrive quindi quello che potrebbe essere di ostacolo alla purezza di questo evento: turbamento della giustizia, ignoranza, parzialità, sentimenti di preferenza per la mansione ricoperta o per una determinata persona.
La parte finale della conclusione riporta il tutto al mistero della comunione: junge nos tibi efficaciter solius tuae gratiae dono etc.

ORAZIONE CONCLUSIVA

Nulla est, Domine, humanae conscientiae virtus, quae inoffense possit tuae voluntatis iudicia experiri, et ideo, quia imperfectum nostrum vident oculi tui, perfectioni deputa, misericors Deus, quod perfecto aequitatis fine concludere peroptamus; te in nostris principiis occursorem poposcimus, te in hoc fine iudiciorum nostrorum indultorem nostris excessibus speramus, scilicet, ut ignorantiae parcas, errori indulgeas, ut perfectis votis perfectam operis efficaciam largiaris:
et, quia conscientia remordente tabescimus, ne aut ignorantia nos traxerit in errorem, aut praceps forsitan voluntas impulerit iustitiam declinare; hoc te poscimus, te rogamus, ut,si quid offensionis in hac Synodi celebritate contraximus, te miserante, indulgentiam sentiamus: ut in eo, quod soluturi sumus aggregatam Synodum, a cunctis primum absolvamur nostrorum nexibus delictorum:
qualiter, et transgressores venia, et confitentes tibi subsequatur remuneratio sempiterna.
Per Christum Dominum nostrum.
Amen. 

Non c'è capacità dell'umana coscienza  o Signore - che possa sperimentare indenne i giudizi della tua volontà:
perciò sii tu, misericordioso Dio, -  che con i tuoi occhi scorgi  quanto di imperfetto è in noi, - a considerare perfetto - ciò che noi bramiano portare a termine  in perfetta equità.
Te abbiamo invocato all'inizio in nostro aiuto; - adesso, dopo aver manifestato i nostri giudizi, - speriamo che tu voglia perdonare i nostri eccessi; -
perdona quindi  la nostra ignoranza; - sii indulgente con i nostri errori. - Noi abbiamo espresso i nostri voti, - tu concedi efficacia perfetta alla loro attuazione. -
Siamo consumati infatti dal rimorso della coscienza, - nella paura che l'ignoranza ci abbia tratto in errore, -  o la volontà precipitosa abbia costretto la giustizia a deflettere.
Questo da te invochiamo e chiediamo che, - se abbiamo contratto una colpa durante la celebrazione di questo sinodo, - possiamo tuttavia sperimentare il perdono della tua misericordia, - e mentre stiamo per sciogliere l'assemblea sinodale, - possiamo per prima cosa essere sciolti noi da tutti i legami dei nostri peccati: -in maniera tale che abbiano il perdono i peccatori - e il premio eterno coloro che confidano in te.
Per Cristo nostro Signore.
Amen

L'orazione finale Nulla est Domine è antichissima, esattamente come l'orazione Adsumus e, come questa, risale alla liturgia sinodale visigotica, anche se nei Pontificali è stata recepita per la prima volta, nella sua interezza, solo nel 1595. Come l'Adsumus, testimonia il significato originario dell'evento sinodale ed abbonda nella descrizione, a volte drammatica, dei sentimenti. La preghiera è divisa e quasi combattuta tra la consapevolezza del proprio peccato e la confidenza più grande nel perdono di Dio e nella sua grazia, invocata perchè sopperisca alle nostre debolezze e porti quindi a compimento ciò di cui non siamo degni. La sovrabbondanza del vocabolario della "perfezione" (ben 5 presenze nella prima parte) mostra come l'oggetto principale della preghiera sia appunto il "perficere", la traduzione in prassi concreta dei desideri espressi. La celebrazione del sinodo  viene alla fine tutta orientata alla  sue conseguenze concrete che solo Dio può garantire (ut perfectam operis effiicaciam largiaris). Ma questo ha senso solo se l'evento sinodale viene vissuto sotto il segno della penitenza. Nell'Adsumus l'aspetto penitenziale era accompagnato dalla consapevolezza dell'azione dello Spirito. Qui invece, ormai alla fine, la consapevolezza del peccato si apre alla visione escatologica della storia. Quindi l'atteggiamento conclusivo è la fiducia nella salvezza (confitentes tibi subsequatur remuneratio sempiterna).

 

 


 
 

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