HOME > INTERVENTI > VERSO BRESCIA/1: CONTRIBUTO DI G. DI MUZIO

Accolgo l'invito a inviare qualche riflessione in vista dell'incontro di Brescia. Seguo le vs. idnicazioni.

1) Uno sguardo sulla situazione ecclesiale. Siamo forse tutti consapevoli che la primavera che ci si attendeva dal Concilio Vaticano II sia dopo cinquant'anni, ormai dilà da venire. Ne abbiamo assaporato le novità senza tuttavia vedere la sua esplosioine. Ora l'inverno o la restaurazione è in pieno svolgimento e con pericolose accelerazioni. Un articolo stimolante apparso sull'ultimo numero di Missione Oggi dà la cifra di quanto la situazione ecclesiale sim sia fatta complicata. Paolo Boschini a pag. 38 fa un commento critico al "motu proprio Ubicumque et semper" di Benedetto XVI e ci indica la strada ormai intrapresa. Oltre  a diverse altre interessanti puntualizzazioni mi ha sconcertato sapere di una costituzione di un dicastero vaticano per la nuova evangelizzazione in una specifica area geografica (Europa). L'autore sottolinea come il fallimento della prima evangelizzazione sia riconucibile, non già in un probabile problema intraecclesiale di comunicazione della fede, bensì nella "preoccupante perdita del sacro".  Cito l'articolo: "il sacro è considerato come la struttura portante della fede nel Cristo e nel Vangelo. Questa tesi è in controtendenza rispetto alla maggior parte della riflessione teologica del xx secolo, la quale invece afferma che Cristo è la fine della sacralità". I risultati di tale impostazione sono già largamente evidenti in diverse parrocchie dove parroci, per lo più giovani, hanno ricominciato la celebrazione in latino, confermati in ciò dalle recenti linee vaticane. Il tentativo di incarnarsi nel mondo, di farsi tutto a tutti, con la passione verso tutto l'umano viene così ad  affievolirsi lasciando il passo a proposte di stampo devozionistico, che riporta Dio lontano e confinato nel culto sacro. Questa sarà la nuova evangelizzazione? 

2) Ora, il compito dei cristiani non sarà solo quello di valutare criticamente le regressioni della chiesa nelle sue linee generali, ma porsi il problema di come sia possibile raccogliere le situazioni di delusione e solitudine di tanti cristiani, per canalizzarle positivamente in un rinnovato impegno nella fede sia personale che verso il mondo. Come in questo tempo non c'è stata opposizione rispetto alla "tribalizzazione" alla nascita di movimenti che ora sono l'ossatura della chiesa ( vista la crisi che investe la parrocchia come realtà territoriale) non è possibile coordinare in modo più consistente realtà di chiesa che difficilmente aderiscono alla nuova stagione? Occorre forse studiare come  eleborare una riflessione di come sia possibile essere cistiani oggi (vedi un recente numero di Concilium) con un radicamento alla Parola di Dio, alla condivisione che faccia uscire dall'solamento, e da un approccio di evangelizzazione, quindi uno sguardo verso il mondo.

Vi ringrazio. Buon lavoro di preparazione del convegno.

Giuseppe Di Muzio
L.go della liberazion 4
20824 LAZZATE (MB)

 

 
 

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